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Auto ed Ambiente In
alcuni casi si può risparmiare fino al 40% del listino originario. Per questo da oggi trovate sulle nostre pagine motori un grande spazio dedicato proprio a questi affari: un Data Base aggiornato in tempo reale con le migliori occasioni disponibili in Italia. Divise per marca e modello, con un'indicazione precisa del prezzo scontato e quello, originario, di listino. Ma come è possibile comprare una macchina nuova di zecca con il 40% di sconto? Il "trucco" sta nel fatto che le Km0 ufficialmente sono vetture di seconda mano, usate. Anche se poi non hanno percorso neanche un metro. Vetture che, proprio per questo, possono essere vendute con qualsiasi sconto dal concessionario, senza più limiti. Il fenomeno dei Km0 nasce infatti proprio dal particolarissimo rapporto fra casa madre e venditore: per incentivare le consegne le varie marche "regalano" alle concessionarie sostanziosi bonus al raggiungimento di determinati target di immatricolazioni. Così, in pratica, può succedere che un dealer per raggiungere l'obiettivo prefissato (e il ricco premio) si compri lui stesso le auto che mancano per conquistare il premio. Le compra e se le intesta, per poi rivendere come "usate" (ossia a Km0) con forti sconti. Ma le chilometri zero non nascono solo così: spesso ci sono anche filiali o case automobilistiche che si "autocomprano" macchine per poi rivenderle come "usate km0". Motivo? Conservare le quote di mercato, spingere le vendite e superare momenti di difficoltà. Insomma, in un modo o in un altro il cliente in concessionaria ora si trova davanti a una scelta mai vista, anche se il fenomeno delle Km0 riguarda ovviamente solo le macchine non proprio nuovissime, ma quelle, appunto, un po' più difficili da vendere. Occhio però ai furbi: chi compra una Km0 si deve assicurare che la macchina non abbia davvero mai camminato. E scoprirlo è facile: basta dare un'occhiata alle gomme (devono per forza avere ancora i gommini filiformi sul battistrada), controllare che non ci siamo piccoli graffi sulla parte anteriore del paraurti. E, soprattutto, verificare che i documenti siano tutti in regola e che la vettura risponda alla direttiva Euro4 se è stata immatricolata per la prima volta nel 2006 (a eccezione di Suv e monovolume). In molte città italiane le vetture con questa omologazione non devono sottostare ai blocchi alla circolazione Una
macchina "Euro 4"? Si riconosce così... Tornano alti i livelli delle polveri sottili nell'aria, e tornano le targhe alterne in molte città d'Italia, non senza polemiche. In alcune città le vetture omologate Euro4 (quelle che inquinano meno di tutte rispettando la normativa ormai obbligatoria dal primo gennaio 2006), possono circolare. Non solo: le vetture che hanno questo tipo di omologazione sono anche libere dalla morsa delle domeniche a piedi. Una novità non da poco perché fino a oggi erano esentati da questo provvedimento solo le vetture elettriche, ibride o alimentate a GPL o Metano. Per la prima volta, insomma, un amministratore pubblico prende atto che esiste una differenza fra una vettura Euro 4 o una vecchia auto catalizzata. Ma come si riconosce una vettura Euro 4 da un'altra? In un solo modo: se sul libretto riporta la dicitura "rispetta la normativa "98/69 B" oppure "98/77- Rif. 98/69 B" oppure "99/102 B". Una cosa effettivamente un po' complicata perché poi ci sono vetture che fin dal 2002 sono già stata omologate come Euro4. Limite di emissioni in Europa (1983-2005)
Nella tabella riportiamo tutte le direttive europee che hanno interessato le emissioni inquinanti divise per nome e anno di introduzione. La seconda colonna si riferisce all'anno da cui la normativa è diventata obbligatoria per tutte le vetture di prima immatricolazione. Ma molte auto già da tempo rispettavano in anticipo il limite di emissioni inquinanti. Ci possono essere, ad esempio, anche vetture immatricolate nel 2003/2004 già in regola con la legge Euro4. In tutti i casi su ogni libretto di circolazione è riportato il tipo di omologazione (Euro1 - 2, ecc.) che rispetta la vettura
*fatto 100 il valore previsto nel 1983 per CO e HC+NOx |
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